Concorso di poesia VALLE DEI LAGHI

IV Edizione 2003 - 18 maggio 2003  Sezione tema libero in lingua italiana 


ANGELO SICILIANO

"Incontri Valle dei Laghi 2003"

4° Concorso di poesia organizzato dal "Comitato per la promozione culturale, sociale ed economica della Valle dei Laghi"

 

A Padergnone, domenica 18 maggio 2003, nel Teatro gremito, alla presenza dei poeti partecipanti al concorso, di amici, parenti e cittadini del luogo si è proceduto alla premiazione dei poeti risultati vincitori, dei secondi e terzi classificati, e di coloro che sono risultati finalisti nelle quattro sezioni del 4° Concorso di poesia "Incontri Valle dei Laghi 2003", organizzato dal "Comitato per la promozione culturale, sociale ed economica della Valle dei Laghi". Introduceva la cerimonia il Cav. Giuseppe Morelli, Coordinatore del Comitato Valle dei Laghi. Dopo aver salutato i presenti, si dichiarava soddisfatto del successo che comincia ad incontrare, in quanto a numero di poeti partecipanti, questo concorso di poesia, che da questa edizione è stato allargato alle regioni del Triveneto. Ringraziava vivamente, per il tanto lavoro profuso, la giuria, composta da tre poeti: Cav. Lorenzo Cosso, Presidente, Dott.ssa Lilia Slomp Ferrari e Poeti partecipanti al 4° Concorso "Incontri Valle dei Laghi 2003" con alcuni componenti la giuria. Dott. Italo Bonassi. Riferiva che il loro era stato un compito gravoso, per valutare in modo attento e rigoroso le tante poesie pervenute alla segreteria del concorso. L'esperienza dei tre giurati, anch'essi rinomati poeti, era garanzia per tutti di professionalità, serietà ed equità di giudizio, e si augurava che tutti i partecipanti accettassero con animo sereno l'esito del concorso. Presentava al pubblico la speaker radiofonica, nonché astrologa, Giuliana Bonassi che avrebbe condotto i lavori e recitato le poesie. Ricordava a tutti come, alcuni decenni fa, fu scelta democraticamente la denominazione Valle dei Laghi, in un'assemblea di rappresentanti dei comuni della Valle. Affermava che questo premio è "un'iniziativa ad alto livello culturale per richiamare l'attenzione sulle potenzialità della Valle dei Laghi, per esaltarne le caratteristiche, in particolare gli aspetti enologico-paesaggistici che la caratterizzano, legati a tradizioni che si perdono nella storia ed arricchiscono la Valle e tutto il Trentino". E proprio per rimarcare la ricchezza e la varietà enologica della Valle, i premi ai vincitori, ai classificati e ai finalisti erano costituiti da confacenti quantitativi di bottiglie di vino prodotto in Valle. Ricordava che la premiazione era stata inserita nell'ambito della "Festa dei Caschi e dei Santi Nerei" organizzata dalla Pro loco, invitando i presenti a visitare, al termine della cerimonia della premiazione, gli stand allestiti lungo le strade interne di Padergnone. Ringraziava quanti avevano collaborato per la riuscita dell'operazione ed in particolare la Cassa Rurale della Valle dei Laghi, per il contributo elargito ai fini della pubblicazione del libretto con i testi delle poesie premiate o risultate finaliste. Portava il suo saluto ai presenti anche il signor Diego Beatrici, Presidente del Comitato Valle dei Laghi. Prendeva poi brevemente la parola il Presidente della giuria, Cav. Lorenzo Cosso, e riferiva che i poeti partecipanti per le quattro sezioni, due in lingua e due in dialetto, erano stati in tutto 85, con 145 poesie, in rappresentanza del Triveneto. La qualità dei testi era stata mediamente buona, il lavoro della giuria molto e delicato, e anche lui auspicava che l'esito finale venisse serenamente accettato da tutti. La parola passava alla signora Giuliana Bonassi che, con simpatia e sobrietà, conduceva in porto l'operazione con la recita dei testi premiati, mentre i giurati leggevano a turno le motivazioni critiche, stilate dalla giuria nell'attribuzione dei premi.

Poeti partecipanti al 4° Concorso "Incontri Valle dei Laghi 2003" con alcuni componenti la giuria.

IL VINO E IL GRANO

La critica di Italo Bonassi

Molto bella, moderna e simpatica questa poesia di sapore bucolico, in un inno dedicato alla natura, che prorompe nei versi col colore del grano, con i rosolacci ( detti volgarmente papaveri ) che arrossano i campi, con gli azzurri fiordalisi, con la sapiente fatica dei mietitori allietata dal vino fresco di cantina. Ma, in questo contesto squisitamente agreste, in questa poetica immagine che ci ricorda Virgilio con le sue magnifiche Georgiche, s’innesta il dolceamaro progresso della civiltà biologica, con i suoi risvolti artificiali di paesaggi curati con sapiente ma anche innaturale ordine dall’uomo, con le mietifalciatrici, con i trattori, con i filari regolari quasi geometrici, coi vigneti dove l’erba è sacrificata al diserbante, col gaio. festante ma anche vociante e rumoroso turismo enogastronomico. E il pensiero del poeta corre ai tempi ormai lontani in cui i nonni zappavano con santa pazienza tra le vigne un’erba che subito dopo ritornava prepotente a ributtare.Tempi belli? Mah...Forse per noi, che non conosciamo la fatica dei campi, che vediamo l’immagine poetica dei papaveri e dei fiordalisi, che fanno invece disperare il contadino.E il poeta lo sa, ma continua a sognare una natura più natura, anche se si rende conto che l’uomo ha le sue esigenze, che non sempre coincidono con quelle del suo ambiente.

Italo Bonassi

* Donne giovani, belle e intriganti nate nella notte di Natale. S’introducevano nelle case di notte, attraverso le fessure delle porte chiuse, per fare malie e dispetti a coloro che stavano dormendo. L’antidoto era il sale che si cospargeva all’interno di porte, finestre e balconi. Un diversivo era rappresentato da scope di saggina e falcetti che, collocati dietro le porte, distraevano le janare, una volta entrate, impegnandole, per un’intera notte, nel conteggio dei fili della scopa o dei dentini della falce. Prima che sorgesse il sole, però, erano obbligate a fare rientro alla propria dimora, perché erano nude. Probabilmente dal latino janua, porta, esse rappresentano l’equivalente delle streghe, ma di queste in genere si pensa che siano vecchie e repellenti.

 

Il Vino e il grano

Rammento il colore del grano.
Ci fu concesso di familiarizzare
col biondo di rena sulle colline
i rosolacci i rari fiordalisi
le perle di sudore dei mietitori
le tante dicerie sulle ragazze
il fiasco di vino fresco di cantina
passato di mano in mano
ridendo da bocca a bocca
pieno e d’improvviso vuoto
di linfa di vite e di terra
a fare brio e dare forza
il falcetto di affilati denti
ad ingannare lejanare*
nelle notti di plenilunio.
Torna la civiltà biologica
paesaggi curati nei dettagli
il bello involontario dell’eden
al pettine delle braccia
filari di viti coi grappoli doc
il turismo enogastronomico.
Erbicidi non hanno inaridito
la memoria ai nonni ma i loro
curiosi aneddoti s’imbattono
spesso in tappati orecchi.
Chissà, un tacito rifiuto forse
al ricircolo delle parole.
ZeIl, 15 aprile 2002
Angelo Siciliano

 

A questa poesia, il 18 maggio2003, è stato assegnato il
1° PREMIO per la Sezione a tema libero in lingua italiana, al 4°Concorso di poesia
“INCONTRI VALLE DEI LAGHI 2003”, Padergnone (TN).

La giuria era composta dai poeti: Lorenzo Cosso, presidente, Lilia Slomp Ferrari e Italo Bonassi.

 

File audio Il vino e il grano
(Il file è in formato mp3 e potrebbe richiedere qualche minuto di caricamento)
 

www.angelosiciliano.com
 

Zell, 18 dicembre 2010 Angelo Siciliano