OMOSESSUALIT?E INCESTO NELLA SOCIET?CONTADINA
 


 

La diversit?nei comportamenti sessuali era vissuta senza eccessivi drammi,

ma non era cos?per l?incesto.

Se per gli animali selvatici il sesso ?una pratica finalizzata essenzialmente alla procreazione, circoscritta ai periodi di fertilit?della femmina, cos?non ?per gli umani. Tra l?altro costoro, ricorrendo all?inseminazione artificiale o all?impianto nell?utero di embrioni ottenuti in laboratorio, possono procreare senza fare sesso. E la stessa cosa succede ormai anche per gli animali domestici di grossa taglia, fatti oggetto d?allevamento industriale, selezionato e intensivo. Il sesso occupa una parte importante nella vita delle persone. Attiene alla loro sfera personale, sentimentale, intima e affettiva. ?il piacere che si consuma in privato tra le lenzuola, e non solo. Sganciato com??da fini procreativi, pu? diventare gioco, avventura, merce, vizio, passatempo di gruppo, scambio di coppia, voyeurismo, pornografia, assurta ormai questa a business planetario. Nel mondo contadino patriarcale, dove parlare di sesso e spettegolare su avventure o disavventure amorose altrui, era una prassi abituale quando si lavorava in gruppo, non esistevano scambi di coppie. Tuttavia le ?corna?, senza le complicazioni e i sensi di colpa che possono comportare nella societ? borghese, erano l?esito di tradimenti talvolta solo sospettati pi?che consumati realmente. In quella realt?un matrimonio durava o sarebbe dovuto durare per sempre. Alla donna era richiesta l?onest? dove ?onest?stava per fedelt?al marito. Nel caso delle vedove che, dopo la morte del consorte, vestivano di nero vivendo a lutto per il resto della propria vita, questo termine assumeva il significato di fedelt?ostinata alla memoria della ?buonanima? del marito defunto. Ed era un valore morale, indice di un principio non sancito per iscritto, ma consolidato nella tradizione, rispettato e tenuto in gran conto nella societ?contadina. Tuttavia erano presenti in quel mondo anche l?omosessualit?e l?incesto. Se ne parlava, si commentavano fatti successi o verosimili, ma non rientravano nelle ?canz?i cacci?e?, vale a dire i canti pettegoli che le contadine inventavano, su melodie semplici e ripetitive, e cantavano durante i lavori nei campi. L?omosessualit?e l?incesto erano evidentemente argomenti tab? I canti pettegoli, tramandati per anni, assolvevano una vera e propria funzione di divulgazione dei fatti locali. Erano attinenti alla sfera della vita privata delle persone, raccontando di corna e tradimenti, o pettegolezzi su vicende politico-amministrative del paese.

Due amici con asina - matita - di A.Siciliano

            L?omosessualit?nel mondo arcaico contadino.

L?omosessualit??tuttora, nella nostra societ?evoluta e disinibita, un argomento imbarazzante, scomodo, scabroso anche a parlarne. A scriverne poi non ?facile. Indagarne gli aspetti e capire i comportamenti non ?semplice.L?omosessualit?si manifesta attraverso la tendenza che ha una persona ad appagare il proprio bisogno sessuale con persona dello stesso sesso. Tale persona ?detta omosessuale, gay, frocio, finocchio, pederasta, se trattasi di un maschio, lesbica se trattasi di una donna. La lesbica pi?nota rimane la poetessa greca Saffo. Tuttavia, pu?permanere e convivere nel soggetto omosessuale anche la tendenza eterosessuale, vale a dire la capacit?di fare sesso con persona di sesso opposto.Freud sosteneva che l?omosessualit?affonda le sue radici in quella fase dell?infanzia, in cui si verifica un arresto di sviluppo nello stadio intermedio tra il narcisismo e l?amore oggettuale. Nella sessualit?infantile, infatti, esiste una fase d?attaccamento omosessuale ad un oggetto, che si supera nella pubert? con il superamento del complesso d?Edipo.L?omosessualit?pu?essere primaria o secondaria. Quella primaria ?dovuta ad alterazioni di fattori biologici, come ad esempio gli ormoni. Quella secondaria ?collegata a fattori ambientali, come le frustrazioni per l?impossibilit?ad avere rapporti con l?altro sesso, come ad esempio se si ?costretti a vivere in comunit?chiuse d?individui dello stesso sesso: carceri, convitti, collegi. Anche tra gli animali esiste l?omosessualit?ed ?un fatto naturale, istintivo. L?omosessualit? come comportamento ritualizzato, pu?servire a ristabilire o ribadire un ordine gerarchico, che si ?incrinato tra i membri del branco, a rinsaldare rapporti affettivi, o a scaricare lo stress. Lo fanno le scimmie, i cani, i canarini in cattivit? Ma essi hanno un vantaggio rispetto all?uomo: sono amorali, in altre parole non hanno delle regole che li possano guidare, inibire, o esporli al giudizio dei propri simili. Tuttavia, due animali della stessa specie e sesso che si accoppiano tra loro, o fingono d?accoppiarsi, possono apparire agli occhi degli umani come dei depravati. La sodom?, che in genere sta per omosessualit?maschile, indica ogni forma di rapporto sessuale contro natura, con chiaro riferimento anale. Come etimo deriva dall?antica citt?biblica di S?oma che con l?altra citt?Gomorra furono distrutte dall?ira di Dio, per i vizi sessuali dei loro abitanti. Si salvarono solo Lot e la sua famiglia, grazie all?intervento di alcuni angeli. Nell?antichit? l?omosessualit?era normalmente accettata. Pare che avessero rapporti omosessuali con il compagno prediletto, sia il condottiero macedone Alessandro Magno che l?imperatore romano Adriano. Ma ad Atene, patria della democrazia, il sommo filosofo Socrate, che aveva moglie e famiglia, sub?un processo e la condanna a morte perch?corruttore dei giovani ateniesi. Nella Firenze rinascimentale l?omosessualit?era perseguita severamente. Il gay sorpreso con un altro uomo poteva subire la condanna alla castrazione e, in caso di recidiva, finiva al rogo. Ma per il gay ricco era differente. Poteva ottenere la commutazione di queste pene in un?ammenda pecuniaria. Insomma, anche in quell?epoca, guai al gay povero! Nel Novecento gli omosessuali erano perseguitati dal fascismo, mentre il nazismo li faceva sparire nei forni crematori. Negli USA, dopo la seconda guerra mondiale, pare che 50.000 omosessuali abbiano subito per legge la castrazione. L?omosessualit?e l?incesto erano presenti nella societ?contadina, come d?altronde in tutte le altre classi sociali. Essere omosessuale, ricchj?e, nella societ?contadina era una iattura. Si era segnati per sempre. Si diventava la favola della comunit? il bersaglio di battutacce e racconti piccanti. Insomma, quasi una sorta di gogna o dannazione personale, tra pregiudizi, maldicenza ed emarginazione. In buona sostanza una vera e propria omofobia, contro cui ha preso posizione anche l?Ue, Unione europea. Nel mondo patriarcale il maschio doveva essere, o quantomeno apparire, ?uomo?, in pratica maschio capace di manifestare la propria virilit?nell?assunzione di decisioni. A lui era vietato piangere come le donne, durante la veglia funebre e la gestione del lutto per un parente deceduto. Anche se tra le mura domestiche la donna si faceva di solito valere, all?esterno era l?uomo che, da patriarca, portava calzoni e cappello e si faceva carico delle decisioni, e doveva esigere rispetto. Qualche ermafrodita contadino, con faccia glabra, regolarmente coniugato, si comportava da maschio. Ma circolavano voci sulla sua impotenza, e di qualche figlio che la moglie s?er?abbushc?u, aveva messo al mondo, si vociferava su nome e soprannome di colui che in realt?ne era il padre. Nu mass?u si la faceva cu lu uarz?e e la mugli?e di quistu, ca lu tin?a gil?u, min?a malisint?ziji quannu lu mar?u, a la quinnic?a, nun s?arritir??a la casa. La s?ra l?assavizz?a: ?Tu aja ?s gil?a si quiddru si ni va cu l?ati ff?mini, ma di lu padrone no, ca j?n??u, e ppicch?vi d?ppani!?; Il massaro se l?intendeva col suo garzone e la moglie di costui, che era tanto gelosa, lanciava maledizioni quando il marito, a ogni scadenza dei quindici giorni di lavoro, non tornava a casa. La suocera la rintuzzava: ?Tu dovresti essere gelosa se lui se n?andasse con altre donne, ma del padrone no, che ?un uomo, e perch?vi d?pane!?. Un migrante gay paesano, zitu, celibe, oggi si dice single, di ritorno dall?America, dove si era disinibito in fatto di sesso, decise di non ripartire pi? Si compr? un appezzamento di terra, che coltivava regolarmente, e avvi?una tresca col contadino proprietario del campo confinante. Poich?lui era un ?prendente? ma anche un ?dante?, al momento opportuno, si scopava la moglie dell?amico. Insomma era un ?menage ?trois? che si era instaurato in ambito rurale, anche se il rapporto pendeva spesso verso i due della componente maschile. Questi particolari divenivano di dominio pubblico quando si andava nelle cantine e gli uomini si fac?un?a bbinu, si ubriacavano. Una sera ?l?americano?, in presenza d?altri amici, nei fumi dell?alcol ebbe da ridire all?amante: ?Sera nun ci min?ti da me, uaglio?. Ij?era pr?t, c??a la m?liu f?mina pi tte!?; ?Ieri sera non sei venuto da me, guaglio?. Mi ero preparato, come la migliore femmina per te!?. Una sessantina d?anni fa, una famiglia di bottegai ospit?un maturo signore, amico del proprio figlio, studente alle scuole superiori. Un amico del figlio, scopr?o sospett?che i due se la ?intendevano? e rivel?la cosa nella cerchia degli amici comuni. Giunto che fu il pettegolezzo alle orecchie dei familiari del giovane, svelato a quel punto come omosessuale, successe un pandemonio con minacce di querela per diffamazione. La vicenda, dopo le scuse da parte del divulgatore del sospetto, si chiuse l? anche per il fatto che un processo, per riabilitare l?eterosessualit?offesa del giovanotto, avrebbe comportato altro fango e dicerie per quella famiglia. Un uomo rivelava che da bambino era stato fatto oggetto d?attenzioni da parte di un prete, che oggi si additerebbe come pedofilo. Raccontava pure di nu pr?iti spugli?u, un seminarista rinunciatario, diventato poi maestro, che aveva lasciato il seminario, perch?la sua crisi di vocazione era dovuta principalmente al fatto d?aver subito le attenzioni particolari da parte di un suo docente prete.

Due amici che se la intendevano, j?unu s?p?anzi?u f?e terra cu li ciucci, a bb?ne frutti e rr?ba d?u?tu; si recavano sempre insieme nei paesi vicini con gli asini, a vendere frutta e ortaggi. Quei viaggi servivano anche per vivere il loro sentimento in libert? lontano da occhi indiscreti.Una volta un ciucaio confidava che un suo collega, con moglie e figli, di punto in bianco gli chiese una prestazione sessuale, e lui lo ricambi?con una sonora risata in faccia. Riferiva pure che forse corrispondeva al vero il fatto che i quattro figli, di cui colui si vantava, la moglie li avesse avuti con degli amanti e che due di questi una volta, al colmo di una disputa, fossero quasi giunti sul punto da sfidarsi con le pistole.Negli anni Settanta del Novecento, un servizio su un rotocalco nazionale riportava un fatto di cronaca relativo a un compaesano che, in servizio di leva in una citt?del Nord, quando era in libera uscita si accompagnava a dei gay, e lo faceva per soldi. In questo caso, era lampante che si trattava di prostituzione maschile.Un omosessuale del paese che viveva facendo il parrucchiere, fu molestato e offeso da dei forestieri entrati nel suo salone. Quando quei cerca guai andarono via, il molestato corse a casa a lamentarsi dell?accaduto con la famiglia. Il padre, che era un ciucaio, e un altro figlio andarono alla ricerca dei molestatori, con intenzioni punitive. Li intercettarono in un bar, dove forse stavano brindando alla loro bravata. Gli assestarono tante di quelle legnate, da fargli scordare la via dalla quale si veniva in paese. Questo ?un caso raro di un omosessuale accettato dalla famiglia e non cacciato via di casa.Nella realt?paesana un gay rischiava di diventare uno zimbello del paese, poich?era il diverso per eccellenza. Era il bersaglio preferito da prendere in giro, l?oggetto di pettegolezzi e maldicenze dei giovani maschi e anche degli adulti. Le donne, invece, erano pi?discrete e alcune di loro non disdegnavano la sua compagnia. L?omosessuale era l?anello debole della catena sociale, al pari di un lupo con il grado pi?basso dentro il suo branco, che rappresenta l?elemento su cui gli altri componenti scaricano tutte le loro frustrazioni. L?omosessuale appariva di carattere docile, abbordabile, femmineo, apparentemente fragile ? forse per questo a Napoli li chiamano femminielli ?, con una voce suadente, tendente all?aggraziato, come i suoi gesti senza la ruvidezza e il fare brusco e materiale, tipico dei maschi. Una condizione personale, quella del gay, tenuta spesso nascosta. A volte rivelata solo a qualche sorella e alla madre, che faceva da ammortizzatore e copertura verso il padre padrone, al quale non andava rivelata quella che sarebbe stata una grave macchia per tutta la famiglia. Se costui fosse stato messo a conoscenza della cosa, avrebbe inveito, usato violenza in famiglia, avrebbe potuto creare uno scatafascio scaricando la colpa sulla moglie, perch?era stata lei, custode designata del focolare domestico e dell?onorabilit?della casa, a generare quel figlio degenere. La realt?andava sottaciuta agli estranei, in ogni caso con sofferenza dell?interessato. Guai a far trapelare la verit?all?esterno, insomma la ?vergogna? andava tenuta celata a tutti i costi.

Menage a trois - matita - di A.Siciliano

Insomma, meglio le corna che l?omosessualit? In certi casi le corna potevano anche conferire una sorta di patente d?onorabilit?e virilit? per il capo famiglia che le faceva, perch?l?uomo era cacciatore. E le avventure sessuali spesso erano rivelate da chi le praticava, un po? per vanto o per orgoglio, o chiss? per sgravarsi del peso di quelle esperienze. L?omosessualit? invece, era una vergogna per la famiglia del gay.

Parlare delle donne tra i giovanotti era lo sport preferito, talvolta con apprezzamenti salaci. Ma le battute pi?piccanti erano riservate ai ricchj?i, indicati con un gesto delle dita che alludeva a della polvere sulle orecchie. E gi? storie inventate e aneddoti. Insomma il piacere della maldicenza.

Poi c?era anche qualche gay dichiarato che, un po? per sfida e un po? per coerenza, rivelava la sua vera natura in fatto di sesso. E coerentemente ne sopportava le conseguenze.

Al Sud qualche ragazzo gay, ancora oggi, con la scusa di recarsi a studiare lontano dal proprio paese, si taglia i ponti alle spalle, perch?il rapporto familiare ? insostenibile, principalmente con il proprio padre, che sente ancora addosso il peso di questa diversit? come vergogna e disonore di fronte alla comunit?

A riguardo dell?omosessualit?femminile, si raccontava che una donna sposata, con qualche pelo setoloso sul labbro superiore, per finto gioco mettesse le mani addosso ad altre donne e qualcuna pare che ricambiasse le sue avance. Riferiva questo un marito, la cui moglie aveva subito molestie da quella donna.

Se i cow boys americani ? come si ?talvolta ironizzato ? non guardavano al didietro delle vacche, perch?spesso se la intendevano tra di loro, qualche contadino arrapato e in astinenza sessuale, in mancanza di meglio, guardava invece alle asine in calore, a capre e a pecore. E le bestialit? ovvero il coito con gli animali, erano condannate con la pena di morte dalla Bibbia (Esodo 22, vv. 19-20), e ritenute una psicopatologia, non erano una rarit?nell?ambiente rurale. Tuttavia, seppure questi fatti provocassero l?ilarit?generale, nella societ?arcaica erano visti meglio dell?omosessualit?

Il Gay pride del 2000 si svolse a Roma nell?anno del Giubileo, con il pellegrinaggio di una moltitudine di gay alla basilica di San Pietro, e il passaggio attraverso la Porta santa. Se da parte gay esso voleva rappresentare una sorta d?emancipazione, mostrando a tutti quello che si ?realmente e l?orgoglio gay alla luce del sole, dalla controparte, prima di tutto la Chiesa cattolica, fu considerato come una volgare e dissacrante provocazione. E probabilmente questa manifestazione non ?liber?n?i gay di citt?n? quelli di campagna.

Il governo Zapatero, in Spagna, ha fatto approvare la legge per i matrimoni gay e molti ne sono stati celebrati provocando l?indignazione dei cattolici. Poi ?stata la volta della Gran Bretagna. In Italia probabilmente non si arriver?a tanto. Forse si riuscir?al massimo a far passare le unioni di fatto, come gi?succede in altri paesi dell?Ue.

Qualche personaggio italiano, intellettuale o giornalista, ?uscito allo scoperto in questi ultimi anni, dichiarando pubblicamente la propria diversit?sessuale, e giustificando il proprio comportamento con la volont?di voler ?liberare? anche gli altri che non vogliono o non possono rivelare pubblicamente la propria condizione. Tuttavia gli omosessuali, anche se ora non sono fatti pi?oggetto di pubbliche discriminazioni, sono solo tollerati nella societ? E questa potrebbe essere gi?una conquista importante.

 

            L?incesto nell?ambiente arcaico contadino.

 

Altra cosa rispetto all?omosessualit??l?incesto, vale a dire il rapporto sessuale tra persone di sesso opposto ma legate da un vincolo di parentela. Esiste l?incesto tra persone il cui vincolo di parentela ?in linea retta, come tra genitori e figli, quello tra parenti in linea collaterale, come tra fratelli e sorelle, e quello tra parenti per affinit?in linea retta, come i suoceri. Freud argomentava che l?incesto sarebbe da collegare alla situazione ontogenetica del complesso di Edipo, identificabile nella rivalit?tra figlio e padre per il possesso della madre. Altre teorie invece parlano di tab?in ambito sacrale: il grembo materno ?il luogo d?origine, assimilabile all?Aldil? alla porta e alla tomba, e questa sua natura lo rende intoccabile. Questo tab?non valeva per quelle figure, come i sovrani e i sacerdoti, che possedevano le ?chiavi? per l?accesso alla sacralit? per cui per loro l?incesto era lecito. Infatti il faraone e il sovrano Inca erano obbligati a sposare la propria sorella, per conservare la purezza di sangue e la linea di discendenza.

Va detto che il tab? dell?incesto ?servito a evitare che, tra gli umani, si moltiplicassero le malattie genetiche dovute alla consanguineit? Tanto ?vero che Roma imperiale, attraverso la conquista di nuovi territori, con la concessione della cittadinanza ai popoli acquisiti, e il conseguente mescolamento delle razze, fortificava geneticamente la propria gente.

Se i patriarchi della Bibbia erano incestuosi, si ritiene che ci?fosse dovuto ad un?affermazione di dominio sui figli.

Anche tra gli animali si riscontra l?incesto, e ci??un fatto naturale, istintivo, perch?la procreazione si basa sul linguaggio degli odori. Il maschio si accoppia con la femmina quando questa ?nella fase dell?estro. Tuttavia alcune specie, soprattutto i predatori, quando i cuccioli sono cresciuti, espellono dal branco i giovani maschi sessualmente maturi, perch?vadano a cercarsi un proprio territorio, evitando in questo modo l?incesto che indebolirebbe la specie. Il rapporto sessuale tra consanguinei, infatti, quando avviene ripetutamente all?interno di una comunit?chiusa di animali della stessa specie, perch?costretti a vivere isolati in uno spazio angusto, come pu?essere una piccola isola, porta all?indebolimento graduale della loro discendenza sia genetico che fisico, proprio a causa del fatto che con la sovrapposizione dei cromosomi non c??il rinnovamento dei geni.

Per gli umani la cosa ? diversa. Esso rappresenta, come detto sopra, un tab?e poi c??una morale per i comportamenti sessuali. Infine l?incesto ?previsto anche come reato dalle leggi dello stato.

A riguardo dell?incesto, nel mondo contadino, come in altre classi sociali, erano presenti sia il complesso di Edipo, cio?del figlio maschio verso la madre, che il complesso di Elettra, vale a dire della figlia verso la figura paterna. Normalmente questo tipo di rapporto tra figli e figure genitoriali non sfociava in rapporti carnali, ma si esauriva nel fatto che i figli in et? da matrimonio cercavano un partner, che assomigliasse il pi?possibile al genitore di sesso opposto al proprio.

Tuttavia non ?che la realt?contadina fosse immune da abusi sessuali in famiglia, che per lo pi?rimanevano nascosti, anche se talvolta correvano voci che un padre vedovo se la facesse con la figlia nubile, poich?questa metteva al mondo dei neonati, senza che avesse un amante ufficiale. Questi neonati erano poi ?venduti?, cio?ceduti illegalmente a coppie senza figli di altri paesi, in cambio di denaro, grazie all?intervento di qualche sensale.

Anche qualche coppia di fatto, in stato di indigenza, fino alla fine degli anni Sessanta cedeva a terzi, con lo stesso sistema, i propri neonati al prezzo di un milione di lire l?uno.

Si ha memoria di un uomo suicidatosi sparandosi un colpo, col suo fucile da caccia, per la vergogna e il rimorso, poich?scoperto dalla moglie nel suo rapporto incestuoso con la figlia bambina.

Una giovane contadina, con figli e marito, viveva in casa del padre separato. Con loro era anche la nonna paterna, abbastanza avanti nell?et? Sembrava un clan solido e felice che viveva dei frutti della terra. Poi capit?che la giovane contadina e il marito si separassero, e costui espatri?

Dopo qualche tempo si cominci?a malignare che padre e figlia se la intendessero, e ci?era dovuto al fatto che capitava che essi fossero sorpresi dagli estranei a fissarsi negli occhi, come due colombi innamorati. Si raccontava pure che la nonna, una notte, insospettita dal comportamento dei due, o perch?le fossero giunti all?orecchio i pettegolezzi della gente, avesse sorpreso figlio e nipote a letto insieme. Si diceva pure che nell?ira lei, afferrata la forcina ? arnese di legno che s?adoperava per rivoltare la lana del materasso ?, li avesse bastonati e gnuri?i a cculu di canu, coperti di ingiurie. Il mattino seguente, lei, che non poteva sopportare una vergogna simile, fece i bagagli e se ne and?a vivere per sempre con una figlia che risiedeva abbastanza lontano da quella ?casa del peccato?. In questo modo i due incestuosi ebbero campo libero.

Talvolta si vociferava di cognati e cognate che se la intendessero. Verosimilmente di un uomo si diceva che si tin?a contemporaneamente due cognate, mogli di due fratelli di sua moglie che lavoravano all?estero. In questo caso si trattava evidentemente di una sorta di triangolo alquanto anomalo, che alimentava le fantasie erotiche di chi raccontava la cosa, e probabilmente anche la sua invidia malcelata.

 

Scure per l'incesto - matita- di A.Siciliano

 

Circolavano poi voci su altri casi di cognati, adulteri tra loro, ed ?accertato che alcuni avessero anche procreato con gravi disagi nelle famiglie.

Qualche caso di cugini adulteri, con conseguente prole, ?stato causa di rottura dei rispettivi matrimoni.

Il matrimonio tra cugini, anche se raro, capitava che lo si contraesse, ma era considerato riprovevole nel mondo contadino. Spesso erano i genitori a combinarlo, come d?altronde capitava anche per altri matrimoni. Di due cugini sposatisi tra loro e che, tra la numerosa prole messa al mondo, avevano un figlio sordomuto e uno storpio, si diceva che queste disgrazie erano il frutto di un peccato che chiaramente sottintendeva un tab?infranto.

Una volta un uomo, rientrato a casa improvvisamente, sorprese suo padre vedovo a letto con sua moglie. Si trattava di un caso di incesto collaterale. Lui afferr? un?accetta e uccise il padre all?istante risparmiando la moglie fedifraga. Si fece diversi anni di carcere, ma nella realt?di allora quel parricidio si configurava come una sorta di delitto d?onore. Uscito dal carcere, trov?che sua moglie si era ricostruita una vita e lui se n?and?a convivere con un?altra donna.

In genere non si parlava d?incesto tra fratelli e sorelle. L?unico che si lasci?andare ad una confidenza, oltre una quarantina di anni fa, rivelando il peccato ma non i peccatori, fu un prete. Confid?che per due volte di seguito non aveva concesso l?assoluzione a una signora trentenne, coniugata con figli, che aveva confessato un rapporto incestuoso con suo fratello, pi?giovane di lei di una decina d?anni. Ella aveva promesso che avrebbe troncato quella relazione e sarebbe ritornata per ricevere l?assoluzione, ma non si era fatta pi?viva.

Non circolavano voci a riguardo di rapporti incestuosi tra madri e figli.

In una realt?molto distante da quella dei contadini nostrani, qual era quella australiana, in alcuni gruppi aborigeni era la madre a istruire sessualmente il figlio maschio giovane, facendo sesso con lui. Questa usanza era chiamata alknarintja ed era considerata un prolungamento della vita endouterina. Se per?l?incesto perdurava in seguito tra la madre e il figlio adulto, questo comportamento era esposto alla riprovazione sociale.

Anche nel mondo contadino era la madre a istruire il figlio, sul come scegliersi una moglie, di quale famiglia d?appartenenza dovesse essere e quale il tipo di donna cui dare la preferenza. La cosa non riguardava solo l?avvenire del figlio, ma anche la vita futura della madre stessa, perch?nella famiglia patriarcale, soprattutto il primo figlio rimaneva nella casa paterna, dove portava a vivere con s?la moglie e si stava tutti insieme con la prole, costituendo un vero e proprio clan. Era la madre a istruire il figlio, poich?il padre non aveva n?il tempo n?gli strumenti dialettici, e da padre padrone assumeva spesso atteggiamenti arroganti e rudezza di modi. Per la madre, tra l?altro, era importante acquisire una nuora di buoni costumi, servizievole e dialogante, possibilmente sottomessa, in modo che non avrebbe reso la vita difficile ai nuovi parenti acquisiti col matrimonio.

Per chiudere il discorso, non ci si pu?esimere dal porsi qualche interrogativo. Com??oggi tra contadini e gay? E riguardo all?incesto? Si potrebbe rispondere lapidariamente che i contadini, almeno quelli di una volta, sono una specie quasi estinta. I gay no. E per costoro si aprirebbero prospettive incoraggianti. Dell?incesto se ne occupa la cronaca giudiziaria, quando scatta qualche denuncia. (Questo testo ?fruibile nel sito www.angelosiciliano.com).

Nota

Quanto qui ?scritto nasce prima di tutto dal rispetto per l?essere umano. Il gay ?un essere umano con la sua dignit? e merita rispetto per la sua diversit? Era ed ?spesso una persona fragile, sola, indifesa. Basti ricordare Pier Paolo Pisolini (1922-1975), come fin?trucidato all?idroscalo di Ostia, e la cui morte non ?stata completamente chiarita. La sua memoria, la sua intelligenza creativa, la sua statura di intellettuale e uomo di cultura, da morto, non furono difese nemmeno dal PCI, perch?lui era s?comunista, ma frocio e con una vita privata scomoda e ingombrante.

L?omosessuale ha il diritto di vivere la sua sessualit?secondo la propria inclinazione e natura. E se lo desidera pu? costituire una coppia di fatto. Uno stato veramente laico e democratico dovrebbe avere delle leggi che riconoscano ufficialmente queste situazioni, come gi?succede in altri paesi europei. Questa nuova realt? di fatto ?gi?tra noi, manca solo la sua ufficialit? Sarebbero oltre 500.000 le coppie di fatto in Italia, non solo tra omosessuali, che potrebbero cogliere l?opportunit?di regolarizzare la propria posizione.

Nella comunit?contadina si sentiva parlare di ricchj?i e lesbiche. Ma queste erano pressoch?invisibili rispetto ai primi.

Tra noi giovani si vociferava di qualche coetaneo gay in paese. Ma erano rarissimi gli incontri ravvicinati.

Fu a Napoli, invece, dove alcuni di noi maschi ruspanti erano approdati per studiare all?universit? che si subivano talvolta i tentativi di approccio da parte dei gay. Si trattava di uomini maturi, forse afflitti da un?estrema solitudine, che avevano una sorta di ?vizietto? e, nella ressa su tram o autobus, non praticavano scippi, ma allungavano una mano per fare qualche palpata furtiva tra le nostre gambe. Questo tipo di comportamento ci mandava in bestia, perch?si dava il caso che fosse qualcuno di noi, talvolta, il potenziale ?manomortista?, ma con qualche ragazza consenziente.

Per la parte riguardante la societ?arcaica sopra esposta, che si configura come memoria collettiva, gli informatori consultati sono oltre una mezza dozzina e ho potuto registrare negli anni Novanta molti canti pettegoli.

 

            Zell, 20 febbraio 2006                                                 Angelo Siciliano