La diversit?nei comportamenti sessuali era
vissuta senza eccessivi drammi,
ma non era cos?per l?incesto.
Se per gli animali
selvatici il sesso ?una pratica finalizzata essenzialmente alla
procreazione, circoscritta ai periodi di fertilit?della femmina, cos?non
?per gli umani. Tra l?altro costoro, ricorrendo all?inseminazione
artificiale o all?impianto nell?utero di embrioni ottenuti in laboratorio,
possono procreare senza fare sesso. E la stessa cosa succede ormai anche
per gli animali domestici di grossa taglia, fatti oggetto d?allevamento
industriale, selezionato e intensivo. Il sesso occupa una parte
importante nella vita delle persone. Attiene alla loro sfera personale,
sentimentale, intima e affettiva. ?il piacere che si consuma in privato
tra le lenzuola, e non solo. Sganciato com??da fini procreativi, pu?
diventare gioco, avventura, merce, vizio, passatempo di gruppo, scambio di
coppia, voyeurismo, pornografia, assurta ormai questa a business
planetario. Nel mondo contadino
patriarcale, dove parlare di sesso e spettegolare su avventure o
disavventure amorose altrui, era una prassi abituale quando si lavorava in
gruppo, non esistevano scambi di coppie. Tuttavia le ?corna?, senza le
complicazioni e i sensi di colpa che possono comportare nella societ?
borghese, erano l?esito di tradimenti talvolta solo sospettati pi?che
consumati realmente. In quella realt?un
matrimonio durava o sarebbe dovuto durare per sempre. Alla donna era
richiesta l?onest? dove ?onest?stava per fedelt?al marito. Nel caso
delle vedove che, dopo la morte del consorte, vestivano di nero vivendo a
lutto per il resto della propria vita, questo termine assumeva il
significato di fedelt?ostinata alla memoria della ?buonanima? del marito
defunto. Ed era un valore morale, indice di un principio non sancito per
iscritto, ma consolidato nella tradizione, rispettato e tenuto in gran
conto nella societ?contadina. Tuttavia erano presenti in
quel mondo anche l?omosessualit?e l?incesto. Se ne parlava, si
commentavano fatti successi o verosimili, ma non rientravano nelle ?canz?i
cacci?e?, vale a dire i canti pettegoli che le contadine inventavano,
su melodie semplici e ripetitive, e cantavano durante i lavori nei campi.
L?omosessualit?e l?incesto erano evidentemente argomenti tab? I canti pettegoli,
tramandati per anni, assolvevano una vera e propria funzione di
divulgazione dei fatti locali. Erano attinenti alla sfera della vita
privata delle persone, raccontando di corna e tradimenti, o pettegolezzi
su vicende politico-amministrative del paese.
Due amici con asina - matita - di A.Siciliano
L?omosessualit?nel mondo arcaico contadino.
L?omosessualit??tuttora,
nella nostra societ?evoluta e disinibita, un argomento imbarazzante,
scomodo, scabroso anche a parlarne. A scriverne poi non ?facile.
Indagarne gli aspetti e capire i comportamenti non ?semplice.L?omosessualit?si
manifesta attraverso la tendenza che ha una persona ad appagare il proprio
bisogno sessuale con persona dello stesso sesso. Tale persona ?detta
omosessuale, gay, frocio, finocchio, pederasta, se trattasi di un maschio,
lesbica se trattasi di una donna. La lesbica pi?nota rimane la poetessa
greca Saffo. Tuttavia, pu?permanere e convivere nel soggetto omosessuale
anche la tendenza eterosessuale, vale a dire la capacit?di fare sesso con
persona di sesso opposto.Freud sosteneva che
l?omosessualit?affonda le sue radici in quella fase dell?infanzia, in cui
si verifica un arresto di sviluppo nello stadio intermedio tra il
narcisismo e l?amore oggettuale. Nella sessualit?infantile, infatti,
esiste una fase d?attaccamento omosessuale ad un oggetto, che si supera
nella pubert? con il superamento del complesso d?Edipo.L?omosessualit?pu?essere
primaria o secondaria. Quella primaria ?dovuta ad alterazioni di fattori
biologici, come ad esempio gli ormoni. Quella secondaria ?collegata a
fattori ambientali, come le frustrazioni per l?impossibilit?ad avere
rapporti con l?altro sesso, come ad esempio se si ?costretti a vivere in
comunit?chiuse d?individui dello stesso sesso: carceri, convitti,
collegi. Anche tra gli animali
esiste l?omosessualit?ed ?un fatto naturale, istintivo. L?omosessualit?
come comportamento ritualizzato, pu?servire a ristabilire o ribadire un
ordine gerarchico, che si ?incrinato tra i membri del branco, a
rinsaldare rapporti affettivi, o a scaricare lo stress. Lo fanno le
scimmie, i cani, i canarini in cattivit? Ma essi hanno un vantaggio
rispetto all?uomo: sono amorali, in altre parole non hanno delle regole
che li possano guidare, inibire, o esporli al giudizio dei propri simili.
Tuttavia, due animali della stessa specie e sesso che si accoppiano tra
loro, o fingono d?accoppiarsi, possono apparire agli occhi degli umani
come dei depravati. La sodom?, che in genere
sta per omosessualit?maschile, indica ogni forma di rapporto sessuale
contro natura, con chiaro riferimento anale. Come etimo deriva dall?antica
citt?biblica di S?oma che con l?altra citt?Gomorra furono distrutte
dall?ira di Dio, per i vizi sessuali dei loro abitanti. Si salvarono solo
Lot e la sua famiglia, grazie all?intervento di alcuni angeli. Nell?antichit?
l?omosessualit?era normalmente accettata. Pare che avessero rapporti
omosessuali con il compagno prediletto, sia il condottiero macedone
Alessandro Magno che l?imperatore romano Adriano. Ma ad Atene, patria
della democrazia, il sommo filosofo Socrate, che aveva moglie e famiglia,
sub?un processo e la condanna a morte perch?corruttore dei giovani
ateniesi. Nella Firenze
rinascimentale l?omosessualit?era perseguita severamente. Il gay sorpreso
con un altro uomo poteva subire la condanna alla castrazione e, in caso di
recidiva, finiva al rogo. Ma per il gay ricco era differente. Poteva
ottenere la commutazione di queste pene in un?ammenda pecuniaria. Insomma,
anche in quell?epoca, guai al gay povero! Nel Novecento gli
omosessuali erano perseguitati dal fascismo, mentre il nazismo li faceva
sparire nei forni crematori. Negli USA, dopo la seconda
guerra mondiale, pare che 50.000 omosessuali abbiano subito per legge la
castrazione. L?omosessualit?e
l?incesto erano presenti nella societ?contadina, come d?altronde in tutte
le altre classi sociali. Essere omosessuale,
ricchj?e, nella societ?contadina era una iattura. Si era segnati per
sempre. Si diventava la favola della comunit? il bersaglio di battutacce
e racconti piccanti. Insomma, quasi una sorta di gogna o dannazione
personale, tra pregiudizi, maldicenza ed emarginazione. In buona sostanza
una vera e propria omofobia, contro cui ha preso posizione anche l?Ue,
Unione europea. Nel mondo patriarcale il
maschio doveva essere, o quantomeno apparire, ?uomo?, in pratica maschio
capace di manifestare la propria virilit?nell?assunzione di decisioni. A
lui era vietato piangere come le donne, durante la veglia funebre e la
gestione del lutto per un parente deceduto. Anche se tra le mura
domestiche la donna si faceva di solito valere, all?esterno era l?uomo
che, da patriarca, portava calzoni e cappello e si faceva carico delle
decisioni, e doveva esigere rispetto. Qualche ermafrodita
contadino, con faccia glabra, regolarmente coniugato, si comportava da
maschio. Ma circolavano voci sulla sua impotenza, e di qualche figlio che
la moglie s?er?abbushc?u, aveva messo al mondo, si vociferava su
nome e soprannome di colui che in realt?ne era il padre. Nu mass?u si la faceva
cu lu uarz?e e la mugli?e di quistu, ca lu tin?a gil?u, min?a
malisint?ziji quannu lu mar?u, a la quinnic?a, nun s?arritir??a la
casa. La s?ra l?assavizz?a: ?Tu aja ?s gil?a si quiddru si ni va cu l?ati
ff?mini, ma di lu padrone no, ca j?n??u, e ppicch?vi d?ppani!?;
Il massaro se l?intendeva col suo garzone e la moglie di costui, che era
tanto gelosa, lanciava maledizioni quando il marito, a ogni scadenza dei
quindici giorni di lavoro, non tornava a casa. La suocera la rintuzzava:
?Tu dovresti essere gelosa se lui se n?andasse con altre donne, ma del
padrone no, che ?un uomo, e perch?vi d?pane!?. Un migrante gay paesano,
zitu, celibe, oggi si dice single, di ritorno dall?America, dove si
era disinibito in fatto di sesso, decise di non ripartire pi? Si compr?
un appezzamento di terra, che coltivava regolarmente, e avvi?una tresca
col contadino proprietario del campo confinante. Poich?lui era un
?prendente? ma anche un ?dante?, al momento opportuno, si scopava la
moglie dell?amico. Insomma era un ?menage ?trois? che si era
instaurato in ambito rurale, anche se il rapporto pendeva spesso verso i
due della componente maschile. Questi particolari divenivano di dominio
pubblico quando si andava nelle cantine e gli uomini si fac?un?a bbinu,
si ubriacavano. Una sera ?l?americano?, in presenza d?altri amici, nei
fumi dell?alcol ebbe da ridire all?amante: ?Sera nun ci min?ti da me,
uaglio?. Ij?erapr?t, c??a la m?liu f?mina pi tte!?; ?Ieri
sera non sei venuto da me, guaglio?. Mi ero preparato, come la migliore
femmina per te!?. Una sessantina d?anni fa,
una famiglia di bottegai ospit?un maturo signore, amico del proprio
figlio, studente alle scuole superiori. Un amico del figlio, scopr?o
sospett?che i due se la ?intendevano? e rivel?la cosa nella cerchia
degli amici comuni. Giunto che fu il pettegolezzo alle orecchie dei
familiari del giovane, svelato a quel punto come omosessuale, successe un
pandemonio con minacce di querela per diffamazione. La vicenda, dopo le
scuse da parte del divulgatore del sospetto, si chiuse l? anche per il
fatto che un processo, per riabilitare l?eterosessualit?offesa del
giovanotto, avrebbe comportato altro fango e dicerie per quella famiglia. Un uomo rivelava che da
bambino era stato fatto oggetto d?attenzioni da parte di un prete, che
oggi si additerebbe come pedofilo. Raccontava pure di nu pr?iti
spugli?u, un seminarista rinunciatario, diventato poi maestro, che
aveva lasciato il seminario, perch?la sua crisi di vocazione era dovuta
principalmente al fatto d?aver subito le attenzioni particolari da parte
di un suo docente prete.
Due amici che se la
intendevano, j?unus?p?anzi?uf?e terra cu li ciucci,
a bb?ne frutti e rr?ba d?u?tu; si recavano sempre insieme nei paesi
vicini con gli asini, a vendere frutta e ortaggi. Quei viaggi
servivano anche per vivere il loro sentimento in libert? lontano da occhi
indiscreti.Una volta un ciucaio
confidava che un suo collega, con moglie e figli, di punto in bianco gli
chiese una prestazione sessuale, e lui lo ricambi?con una sonora risata
in faccia. Riferiva pure che forse corrispondeva al vero il fatto che i
quattro figli, di cui colui si vantava, la moglie li avesse avuti con
degli amanti e che due di questi una volta, al colmo di una disputa,
fossero quasi giunti sul punto da sfidarsi con le pistole.Negli anni Settanta del
Novecento, un servizio su un rotocalco nazionale riportava un fatto di
cronaca relativo a un compaesano che, in servizio di leva in una citt?del
Nord, quando era in libera uscita si accompagnava a dei gay, e lo faceva
per soldi. In questo caso, era lampante che si trattava di prostituzione
maschile.Un omosessuale del paese
che viveva facendo il parrucchiere, fu molestato e offeso da dei
forestieri entrati nel suo salone. Quando quei cerca guai andarono via, il
molestato corse a casa a lamentarsi dell?accaduto con la famiglia. Il
padre, che era un ciucaio, e un altro figlio andarono alla ricerca dei
molestatori, con intenzioni punitive. Li intercettarono in un bar, dove
forse stavano brindando alla loro bravata. Gli assestarono tante di quelle
legnate, da fargli scordare la via dalla quale si veniva in paese. Questo
?un caso raro di un omosessuale accettato dalla famiglia e non cacciato
via di casa.Nella realt?paesana un
gay rischiava di diventare uno zimbello del paese, poich?era il diverso
per eccellenza. Era il bersaglio preferito da prendere in giro, l?oggetto
di pettegolezzi e maldicenze dei giovani maschi e anche degli adulti. Le
donne, invece, erano pi?discrete e alcune di loro non disdegnavano la sua
compagnia. L?omosessuale era l?anello
debole della catena sociale, al pari di un lupo con il grado pi?basso
dentro il suo branco, che rappresenta l?elemento su cui gli altri
componenti scaricano tutte le loro frustrazioni. L?omosessuale appariva di
carattere docile, abbordabile, femmineo, apparentemente fragile ? forse
per questo a Napoli li chiamano femminielli ?, con una voce
suadente, tendente all?aggraziato, come i suoi gesti senza la ruvidezza e
il fare brusco e materiale, tipico dei maschi. Una condizione personale,
quella del gay, tenuta spesso nascosta. A volte rivelata solo a qualche
sorella e alla madre, che faceva da ammortizzatore e copertura verso il
padre padrone, al quale non andava rivelata quella che sarebbe stata una
grave macchia per tutta la famiglia. Se costui fosse stato messo a
conoscenza della cosa, avrebbe inveito, usato violenza in famiglia,
avrebbe potuto creare uno scatafascio scaricando la colpa sulla moglie,
perch?era stata lei, custode designata del focolare domestico e
dell?onorabilit?della casa, a generare quel figlio degenere. La realt?andava
sottaciuta agli estranei, in ogni caso con sofferenza dell?interessato.
Guai a far trapelare la verit?all?esterno, insomma la ?vergogna? andava
tenuta celata a tutti i costi.
Menage a trois
- matita - di A.Siciliano
Insomma, meglio le corna
che l?omosessualit? In certi casi le corna potevano anche conferire una
sorta di patente d?onorabilit?e virilit? per il capo famiglia che le
faceva, perch?l?uomo era cacciatore. E le avventure sessuali spesso erano
rivelate da chi le praticava, un po? per vanto o per orgoglio, o chiss?
per sgravarsi del peso di quelle esperienze. L?omosessualit? invece, era
una vergogna per la famiglia del gay.
Parlare delle donne tra i
giovanotti era lo sport preferito, talvolta con apprezzamenti salaci. Ma
le battute pi?piccanti erano riservate ai ricchj?i, indicati con
un gesto delle dita che alludeva a della polvere sulle orecchie. E gi?
storie inventate e aneddoti. Insomma il piacere della maldicenza.
Poi c?era anche qualche
gay dichiarato che, un po? per sfida e un po? per coerenza, rivelava la
sua vera natura in fatto di sesso. E coerentemente ne sopportava le
conseguenze.
Al Sud qualche ragazzo
gay, ancora oggi, con la scusa di recarsi a studiare lontano dal proprio
paese, si taglia i ponti alle spalle, perch?il rapporto familiare ?
insostenibile, principalmente con il proprio padre, che sente ancora
addosso il peso di questa diversit? come vergogna e disonore di fronte
alla comunit?
A riguardo
dell?omosessualit?femminile, si raccontava che una donna sposata, con
qualche pelo setoloso sul labbro superiore, per finto gioco mettesse le
mani addosso ad altre donne e qualcuna pare che ricambiasse le sue avance.
Riferiva questo un marito, la cui moglie aveva subito molestie da quella
donna.
Se i cow boys americani ?
come si ?talvolta ironizzato ? non guardavano al didietro delle vacche,
perch?spesso se la intendevano tra di loro, qualche contadino arrapato e
in astinenza sessuale, in mancanza di meglio, guardava invece alle asine
in calore, a capre e a pecore. E le bestialit? ovvero il coito con gli
animali, erano condannate con la pena di morte dalla Bibbia (Esodo 22, vv.
19-20), e ritenute una psicopatologia, non erano una rarit?nell?ambiente
rurale. Tuttavia, seppure questi fatti provocassero l?ilarit?generale,
nella societ?arcaica erano visti meglio dell?omosessualit?
Il Gay pride del 2000 si
svolse a Roma nell?anno del Giubileo, con il pellegrinaggio di una
moltitudine di gay alla basilica di San Pietro, e il passaggio attraverso
la Porta santa. Se da parte gay esso voleva rappresentare una sorta
d?emancipazione, mostrando a tutti quello che si ?realmente e l?orgoglio
gay alla luce del sole, dalla controparte, prima di tutto la Chiesa
cattolica, fu considerato come una volgare e dissacrante provocazione. E
probabilmente questa manifestazione non ?liber?n?i gay di citt?n?
quelli di campagna.
Il governo Zapatero, in
Spagna, ha fatto approvare la legge per i matrimoni gay e molti ne sono
stati celebrati provocando l?indignazione dei cattolici. Poi ?stata la
volta della Gran Bretagna. In Italia probabilmente non si arriver?a
tanto. Forse si riuscir?al massimo a far passare le unioni di fatto, come
gi?succede in altri paesi dell?Ue.
Qualche personaggio
italiano, intellettuale o giornalista, ?uscito allo scoperto in questi
ultimi anni, dichiarando pubblicamente la propria diversit?sessuale, e
giustificando il proprio comportamento con la volont?di voler ?liberare?
anche gli altri che non vogliono o non possono rivelare pubblicamente la
propria condizione. Tuttavia gli omosessuali, anche se ora non sono fatti
pi?oggetto di pubbliche discriminazioni, sono solo tollerati nella
societ? E questa potrebbe essere gi?una conquista importante.
L?incesto
nell?ambiente arcaico contadino.
Altra cosa rispetto
all?omosessualit??l?incesto, vale a dire il rapporto sessuale tra
persone di sesso opposto ma legate da un vincolo di parentela. Esiste l?incesto tra
persone il cui vincolo di parentela ?in linea retta, come tra genitori e
figli, quello tra parenti in linea collaterale, come tra fratelli e
sorelle, e quello tra parenti per affinit?in linea retta, come i suoceri. Freud argomentava che
l?incesto sarebbe da collegare alla situazione ontogenetica del complesso
di Edipo, identificabile nella rivalit?tra figlio e padre per il possesso
della madre. Altre teorie invece parlano di tab?in ambito sacrale: il
grembo materno ?il luogo d?origine, assimilabile all?Aldil? alla porta e
alla tomba, e questa sua natura lo rende intoccabile. Questo tab?non valeva per
quelle figure, come i sovrani e i sacerdoti, che possedevano le ?chiavi?
per l?accesso alla sacralit? per cui per loro l?incesto era lecito.
Infatti il faraone e il sovrano Inca erano obbligati a sposare la propria
sorella, per conservare la purezza di sangue e la linea di discendenza.
Va detto che il tab?
dell?incesto ?servito a evitare che, tra gli umani, si moltiplicassero le
malattie genetiche dovute alla consanguineit? Tanto ?vero che Roma
imperiale, attraverso la conquista di nuovi territori, con la concessione
della cittadinanza ai popoli acquisiti, e il conseguente mescolamento
delle razze, fortificava geneticamente la propria gente.
Se i patriarchi della
Bibbia erano incestuosi, si ritiene che ci?fosse dovuto ad
un?affermazione di dominio sui figli.
Anche tra gli animali si
riscontra l?incesto, e ci??un fatto naturale, istintivo, perch?la
procreazione si basa sul linguaggio degli odori. Il maschio si accoppia
con la femmina quando questa ?nella fase dell?estro. Tuttavia alcune
specie, soprattutto i predatori, quando i cuccioli sono cresciuti,
espellono dal branco i giovani maschi sessualmente maturi, perch?vadano a
cercarsi un proprio territorio, evitando in questo modo l?incesto che
indebolirebbe la specie. Il rapporto sessuale tra consanguinei, infatti,
quando avviene ripetutamente all?interno di una comunit?chiusa di animali
della stessa specie, perch?costretti a vivere isolati in uno spazio
angusto, come pu?essere una piccola isola, porta all?indebolimento
graduale della loro discendenza sia genetico che fisico, proprio a causa
del fatto che con la sovrapposizione dei cromosomi non c??il rinnovamento
dei geni.
Per gli umani la cosa ?
diversa. Esso rappresenta, come detto sopra, un tab?e poi c??una morale
per i comportamenti sessuali. Infine l?incesto ?previsto anche come reato
dalle leggi dello stato.
A riguardo dell?incesto,
nel mondo contadino, come in altre classi sociali, erano presenti sia il
complesso di Edipo, cio?del figlio maschio verso la madre, che il
complesso di Elettra, vale a dire della figlia verso la figura paterna.
Normalmente questo tipo di rapporto tra figli e figure genitoriali non
sfociava in rapporti carnali, ma si esauriva nel fatto che i figli in et?
da matrimonio cercavano un partner, che assomigliasse il pi?possibile al
genitore di sesso opposto al proprio.
Tuttavia non ?che la
realt?contadina fosse immune da abusi sessuali in famiglia, che per lo
pi?rimanevano nascosti, anche se talvolta correvano voci che un padre
vedovo se la facesse con la figlia nubile, poich?questa metteva al mondo
dei neonati, senza che avesse un amante ufficiale. Questi neonati erano
poi ?venduti?, cio?ceduti illegalmente a coppie senza figli di altri
paesi, in cambio di denaro, grazie all?intervento di qualche sensale.
Anche qualche coppia di
fatto, in stato di indigenza, fino alla fine degli anni Sessanta cedeva a
terzi, con lo stesso sistema, i propri neonati al prezzo di un milione di
lire l?uno.
Si ha memoria di un uomo
suicidatosi sparandosi un colpo, col suo fucile da caccia, per la vergogna
e il rimorso, poich?scoperto dalla moglie nel suo rapporto incestuoso con
la figlia bambina.
Una giovane contadina, con
figli e marito, viveva in casa del padre separato. Con loro era anche la
nonna paterna, abbastanza avanti nell?et? Sembrava un clan solido e
felice che viveva dei frutti della terra. Poi capit?che la giovane
contadina e il marito si separassero, e costui espatri?
Dopo qualche tempo si
cominci?a malignare che padre e figlia se la intendessero, e ci?era
dovuto al fatto che capitava che essi fossero sorpresi dagli estranei a
fissarsi negli occhi, come due colombi innamorati. Si raccontava pure che
la nonna, una notte, insospettita dal comportamento dei due, o perch?le
fossero giunti all?orecchio i pettegolezzi della gente, avesse sorpreso
figlio e nipote a letto insieme. Si diceva pure che nell?ira lei,
afferrata la forcina ? arnese di legno che s?adoperava per rivoltare la
lana del materasso ?, li avesse bastonati e gnuri?i a cculu di canu,
coperti di ingiurie. Il mattino seguente, lei, che non poteva sopportare
una vergogna simile, fece i bagagli e se ne and?a vivere per sempre con
una figlia che risiedeva abbastanza lontano da quella ?casa del peccato?.
In questo modo i due incestuosi ebbero campo libero.
Talvolta si vociferava di
cognati e cognate che se la intendessero. Verosimilmente di un uomo si
diceva che si tin?a contemporaneamente due cognate, mogli di due
fratelli di sua moglie che lavoravano all?estero. In questo caso si
trattava evidentemente di una sorta di triangolo alquanto anomalo, che
alimentava le fantasie erotiche di chi raccontava la cosa, e probabilmente
anche la sua invidia malcelata.
Scure per l'incesto
- matita- di A.Siciliano
Circolavano poi voci su
altri casi di cognati, adulteri tra loro, ed ?accertato che alcuni
avessero anche procreato con gravi disagi nelle famiglie.
Qualche caso di cugini
adulteri, con conseguente prole, ?stato causa di rottura dei rispettivi
matrimoni.
Il matrimonio tra cugini,
anche se raro, capitava che lo si contraesse, ma era considerato
riprovevole nel mondo contadino. Spesso erano i genitori a combinarlo,
come d?altronde capitava anche per altri matrimoni. Di due cugini
sposatisi tra loro e che, tra la numerosa prole messa al mondo, avevano un
figlio sordomuto e uno storpio, si diceva che queste disgrazie erano il
frutto di un peccato che chiaramente sottintendeva un tab?infranto.
Una volta un uomo,
rientrato a casa improvvisamente, sorprese suo padre vedovo a letto con
sua moglie. Si trattava di un caso di incesto collaterale. Lui afferr?
un?accetta e uccise il padre all?istante risparmiando la moglie fedifraga.
Si fece diversi anni di carcere, ma nella realt?di allora quel parricidio
si configurava come una sorta di delitto d?onore. Uscito dal carcere,
trov?che sua moglie si era ricostruita una vita e lui se n?and?a
convivere con un?altra donna.
In genere non si parlava
d?incesto tra fratelli e sorelle. L?unico che si lasci?andare ad una
confidenza, oltre una quarantina di anni fa, rivelando il peccato ma non i
peccatori, fu un prete. Confid?che per due volte di seguito non aveva
concesso l?assoluzione a una signora trentenne, coniugata con figli, che
aveva confessato un rapporto incestuoso con suo fratello, pi?giovane di
lei di una decina d?anni. Ella aveva promesso che avrebbe troncato quella
relazione e sarebbe ritornata per ricevere l?assoluzione, ma non si era
fatta pi?viva.
Non circolavano voci a
riguardo di rapporti incestuosi tra madri e figli.
In una realt?molto
distante da quella dei contadini nostrani, qual era quella australiana, in
alcuni gruppi aborigeni era la madre a istruire sessualmente il figlio
maschio giovane, facendo sesso con lui. Questa usanza era chiamata alknarintja ed era considerata un prolungamento della vita endouterina.
Se per?l?incesto perdurava in seguito tra la madre e il figlio adulto,
questo comportamento era esposto alla riprovazione sociale.
Anche nel mondo contadino
era la madre a istruire il figlio, sul come scegliersi una moglie, di
quale famiglia d?appartenenza dovesse essere e quale il tipo di donna cui
dare la preferenza. La cosa non riguardava solo l?avvenire del figlio, ma
anche la vita futura della madre stessa, perch?nella famiglia
patriarcale, soprattutto il primo figlio rimaneva nella casa paterna, dove
portava a vivere con s?la moglie e si stava tutti insieme con la prole,
costituendo un vero e proprio clan. Era la madre a istruire il figlio,
poich?il padre non aveva n?il tempo n?gli strumenti dialettici, e da
padre padrone assumeva spesso atteggiamenti arroganti e rudezza di modi.
Per la madre, tra l?altro, era importante acquisire una nuora di buoni
costumi, servizievole e dialogante, possibilmente sottomessa, in modo che
non avrebbe reso la vita difficile ai nuovi parenti acquisiti col
matrimonio.
Per chiudere il discorso,
non ci si pu?esimere dal porsi qualche interrogativo. Com??oggi tra
contadini e gay? E riguardo all?incesto? Si potrebbe rispondere
lapidariamente che i contadini, almeno quelli di una volta, sono una
specie quasi estinta. I gay no. E per costoro si aprirebbero prospettive
incoraggianti. Dell?incesto se ne occupa la cronaca giudiziaria, quando
scatta qualche denuncia. (Questo testo ?fruibile nel sito
www.angelosiciliano.com).
Nota
Quanto qui ?scritto nasce prima di tutto
dal rispetto per l?essere umano. Il gay ?un essere umano con la sua
dignit? e merita rispetto per la sua diversit? Era ed ?spesso una
persona fragile, sola, indifesa. Basti ricordare Pier Paolo Pisolini
(1922-1975), come fin?trucidato all?idroscalo di Ostia, e la cui morte
non ?stata completamente chiarita. La sua memoria, la sua intelligenza
creativa, la sua statura di intellettuale e uomo di cultura, da morto, non
furono difese nemmeno dal PCI, perch?lui era s?comunista, ma frocio e
con una vita privata scomoda e ingombrante.
L?omosessuale ha il diritto di vivere la sua
sessualit?secondo la propria inclinazione e natura. E se lo desidera pu?
costituire una coppia di fatto. Uno stato veramente laico e democratico
dovrebbe avere delle leggi che riconoscano ufficialmente queste
situazioni, come gi?succede in altri paesi europei. Questa nuova realt?
di fatto ?gi?tra noi, manca solo la sua ufficialit? Sarebbero oltre
500.000 le coppie di fatto in Italia, non solo tra omosessuali, che
potrebbero cogliere l?opportunit?di regolarizzare la propria posizione.
Nella comunit?contadina si sentiva parlare
di ricchj?i e lesbiche. Ma queste erano pressoch?invisibili
rispetto ai primi.
Tra noi giovani si vociferava di qualche
coetaneo gay in paese. Ma erano rarissimi gli incontri ravvicinati.
Fu a Napoli, invece, dove alcuni di noi
maschi ruspanti erano approdati per studiare all?universit? che si
subivano talvolta i tentativi di approccio da parte dei gay. Si trattava
di uomini maturi, forse afflitti da un?estrema solitudine, che avevano una
sorta di ?vizietto? e, nella ressa su tram o autobus, non praticavano
scippi, ma allungavano una mano per fare qualche palpata furtiva tra le
nostre gambe. Questo tipo di comportamento ci mandava in bestia, perch?si
dava il caso che fosse qualcuno di noi, talvolta, il potenziale ?manomortista?,
ma con qualche ragazza consenziente.
Per la parte riguardante la societ?arcaica
sopra esposta, che si configura come memoria collettiva, gli informatori
consultati sono oltre una mezza dozzina e ho potuto registrare negli anni
Novanta molti canti pettegoli.