GIOVANNI PAOLO II°    " SE MI SBAGLIO MI CORRIGGERETE "

 di Angelo Siciliano


La poesia di Angelo Siciliano offre un ritratto denso e appassionato di Karol Wojtyła, condensando in pochi versi la complessità del suo pontificato nel giorno esatto della sua morte.Il testo si apre con una domanda retorica che stabilisce subito la statura monumentale del Papa, descritto come un leader dal carisma talmente solido e incrollabile da risultare indiscutibile. Subito dopo, l'autore si sposta sul piano geopolitico, celebrando la capacità di Giovanni Paolo II di incidere nella storia del Novecento. I versi mettono in luce il suo ruolo attivo nel crollo del blocco sovietico, un'implosione ideologica cavalcata per scongiurare una devastante guerra a Est, senza tuttavia risparmiare una ferrea critica speculare al capitalismo selvaggio e globalizzato dell'Occidente.Nella parte centrale, la figura del Pontefice viene letta attraverso la sua capacità di conciliare la profonda fede spirituale con una modernissima visione della comunicazione mediatica, che lo ha reso un faro per il dialogo interreligioso e la pace. Siciliano non dimentica di tributargli il merito storico del "mea culpa" papale, il coraggioso atto con cui Wojtyła tese la mano al mondo chiedendo perdono per le pagine più buie della storia della Chiesa.Il componimento si chiude con una nota di straordinaria commozione intima e umana. La parabola finale del Papa non è vista come un declino, ma come l'eroica resistenza di una lampada ormai fioca ma indomita. Questa sofferenza visibile e mai nascosta ha continuato a trasmettere una luce potente, capace di fare breccia nel cuore della gioventù dei "Papa-boys" e di chiunque conservi ancora la sensibilità di lasciarsi toccare da una testimonianza così autentica.

Descrizione della foto

A Karol Wojtyla,

Ma chi s’azzardava
a correggerti?
 
Fortemente hai inciso
nel murale della storia
cavalcando implosioni
ideologiche
scongiurando ad Est
il guerrone
senza fare sconti
al capitale selvaggio
multinazionale.
 
Fiaccola ardente di fede
e comunicazione mediatica
hai rischiarato filosofie
attivato poetiche
della conversione
della speranza del dialogo
della pace della libertà
della riconciliazione
rivitalizzato teologie
chiesto perdono
per qualche buio
trascorso della Chiesa.
 
Infine la tua fioca
indomita lucerna
mai rinunciataria
seppure scossa
provata nella fibra
ha pulsato luce
finché ha potuto
nei cuori dei Papa-boys
e di chi ancora
sa commuoversi.
 
 
Zell, 2 aprile 2005
 
Angelo Siciliano
 

Angelo Siciliano