A GIUSEPPE
ŠEBESTA
 

 

  

Giuseppe Šebesta (1919–2005) č la figura chiave a cui č dedicata la poesia o la sezione della raccolta del 1994 di Angelo Siciliano. Šebesta č stato un importantissimo scrittore, artista, pioniere del cinema d'animazione ed etnografo, celebre per aver fondato il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina a San Michele all'Adige.

 

Giovanni Kezich e Giuseppe Šebesta
dipinto di A.Siciliano

Il legame tra il componimento e la figura di Šebesta

  • L'omaggio alla memoria e al territorio: La dedica di Angelo Siciliano celebra Šebesta come custode della cultura delle Alpi e delle tradizioni popolari trentine.

  • La coincidenza temporale: Nel 1994 (anno di pubblicazione della raccolta Dediche), Šebesta veniva intervistato per documentare la sua storica ereditŕ etno-antropologica in Trentino.

  • Lo stile "barbarico": L'uso di "increspature barbariche" nell'opera si sposa con lo spirito fiero, rurale e primordiale che Šebesta ha cercato di salvare dall'oblio industriale attraverso le sue ricerche tecnologiche e umane.

Per comprendere meglio lo spirito dell'uomo a cui Angelo Siciliano ha dedicato il suo testo, guarda questa storica intervista del 1994 in cui Šebesta stesso racconta come ha salvato il patrimonio culturale trentino:

POSTERI*
Carbonai metallurghi
a noi posteri tramandarono
tracce mimetizzate oggetti rari.

Qualcuno interpreta
le non scritture
sillaba le non lingue
ode le non voci
tutto ci riporta
per filo e per segno.
* A Giuseppe Šebesta

Angelo Siciliano, Zell 1994
Questa poesia č edita nella mia raccolta DEDICHE, 1994, delle Edizioni ARCA di Trento.

Giuseppe Šebesta, un genio che potrebbe essere accostato ai geni del Rinascimento, si č spento a 85 anni, il 9 marzo 2005, nella casa di riposo di Fondo (TN), in Val di Non.

Creň il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, in cui sistemň tutta la mole di materiale che era riuscito a raccogliere relativamente alla civiltŕ contadina e all’artigianato locale. In Italia, č probabilmente il museo piů importante di questo settore.

Promosse e diresse campagne di scavi archeologici. Studiň a fondo l’antica lingua tedesca e gli usi degli abitanti della Valle dei Mocheni.

Quello che la gente gli donava, se lo vedeva restituire arricchito di cultura, perché le analisi di Šebesta contenevano comparazioni con le altre civiltŕ.

Era ritenuto il custode dell’identitŕ trentina.

Ma creň altri due musei etnografici in Veneto e in Romagna, e portň avanti ricerche anche in Abruzzo e nelle chiese rupestri del Sud Italia.

Creatore dai multiformi interessi era instancabile ed esplosivo. Fu poeta, scrittore, pittore, autore cinematografico d’animazione, etnologo, antropologo e archeologo.

Lascia una bibliografia vastissima.

Appena ho appreso la notizia, non ho pregato per Šebesta. Gli ho inviato un pensiero profondo: «Vola, Bčpo, oltre il Mediterraneo! Verso Bisanzio dove, mi confidavi, era il tuo sogno segreto.»

Zell, 10 marzo 2005

Angelo Siciliano