Il Beato Felice da Corsano
Felice
nacque nella prima metà del Quattrocento nel borgo di Corsano che, a
quell’epoca, costituiva un'universitas autonoma nell'ambito della contea
di
Ariano nonché una parrocchia della diocesi di Ariano. Studente a
Napoli presso gli Agostiniani di San Giovanni a Carbonara, divenne
presto dottore in lettere e teologia nonché baccelliere, archivista e
storico dello stesso Ordine Agostiniano. Nel 1470, unitamente ad alcuni
suoi confratelli, si recò nella tenuta boschiva di Valle in Vincolis
(estesa su 111 ettari) presso Deliceto, nel Subappennino dauno. In quel
luogo, grazie al contributo del marchese Piccolomini, feudatario del
posto, fondò il convento di Santa Maria della Consolazione con una
chiesetta a pianta rettangolare, un chiostro e una grotta-rifugio con tre
stanze che costituì il suo eremo. Conclusi i lavori padre Felice ritenne
opportuno elaborare un progetto di riforma per il suo Ordine Eremitano di
Sant'Agostino.
Dopo una lunga fase
di studio la riforma, detta ilicetana (da "Iliceto" antico nome di
Deliceto) e dedicata alla Madonna della Consolazione, venne implementata a
partire dal 1492 e diffusa in sette diocesi: Ariano, Ascoli di Puglia,
Avellino, Benevento, Bojano, Bovino e Troia. L'attività riformatrice di
Felice da Corsano si dimostrò innovativa e lungimirante nonché attenta ai
fermenti che in quel periodo storico si diffondevano nell'Europa cristiana
e che, pochi decenni più tardi, avrebbero fomentato la nascita e lo
sviluppo del luteranesimo. Padre Felice morì il 20 settembre 1526 e le sue
spoglie giacciono nella chiesa dei Liguorini di Avellino. Il processo
canonico fu avviato nel 1775, su proposta del vescovo di Bovino Antonio
Lucci che attestò che da oltre un secolo padre Felice era venerato come
santo. Fra i suoi devoti vi furono sant’Alfonso Maria de' Liguori e san
Gerardo Maiella, entrambi a lungo legati al convento della Madonna della
Consolazione.
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LU BIJÀTU FILÌCE DA CURZÀNU Lu bijàtu Filìce da Curzànu Prijore di l’austinijàni di lu cummènt Di Santa Catarìna a Munticàlivu Da lu Millecincuciéntudicijòttu Durméva ‘nd’à na rótt a Dilicétu, N’àngiulu di Dìju li faceva vìsita Nu cuórivu li purtàva nu pagnuttiéddru, Com’accuntàva Sant’Alfònzu. (Dialetto montecalvese dell’800 –
A. Siciliano – Zell, 20.09.2020)
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Traduzione IL BEATO FELICE DA CORSANO Il beato Felice da Corsano Priore degli agostiniani del convento di Santa Caterina a Montecalvo (Av) Nel 1518 Dormiva in una grotta di Deliceto (Fg), Un angelo di Dio gli faceva visita Un corvo gli portava una pagnotta di pane, come raccontava Sant’Alfonso de’ Liguori. |