Lo zio d’America- Relazione Prof. GIUSEPPE FRASSO

 


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PRESENTAZIONE

Montecalvo Irpino, tra Benevento e  Avellino, è uno dei tanti troppi paesi del Sud cui la miseria, l’emigrazione — morbi maligni — hanno consumato il sangue, indebolito le forze.
Ma la miseria, l’emigrazione, non hanno tolto a Montecalvo Irpino la voce; i suoni uditi e scambiati tra le pareti domestiche, nella piazza del paese, nei campi — la storia intera di una gente — sono penetrati a fondo nel cuore e nella mente di Angelo Siciliano — che a Montecalvo irpino è nato — e lì sono rimasti, in paziente attesa di essere nuovamente chiamati in vita. Il nascere comporta, almeno per gli esseri umani, dolore; Siciliano, per dar vita alla voce del suo popolo, alla sua voce, ha pagato con la moneta buona d’una sofferenza pensosa, a volte amaramente ironica, lo scavo caparbi o dentro la storia propria e del proprio paese, riannodando fili di una memoria che torna al mito. Ma il nascere si colora anche — ingenuamente? — di lieta speranza; Siciliano, che non è solo archeologo di una memoria collettiva, alla riconquistata lingua delle proprie origini, lingua ch’egli abilmente plasma e piega a dire pure dell’oggi, vuole infondere la forza del progetto che s’apre sul futuro.

Milano, aprile 1988

Prof. GIUSEPPE FRASSO

Ordinario di Filologia italiana

presso l’Università degli Studi di Trento

 

 

LO ZIO D' AMERICA - Editore Menna,  Avellino 1988.